TALITÀ KUM

Parola per Ornella Forastefano, uccisa nella notte dell’Assunta [1]

Francesco Savino Vescovo di Cassano all’Jonio

 «Fanciulla, io ti dico: àlzati!» (Mc 5, 41)

Esistono notizie che arrivano nel pieno di una festa e la spengono in un istante, lasciando le luminarie accese sopra un silenzio che resta impossibile da riempire, ed è precisamente quanto è accaduto alla nostra Chiesa nelle ore in cui il Ferragosto calabrese si consumava tra le processioni, le tavole imbandite e i fuochi accesi sul mare. Prendo la parola con il cuore pesante e con la responsabilità che il ministero mi consegna, consapevole che davanti a una donna uccisa il silenzio di un vescovo assomiglierebbe a una complicità, e persuaso che la comunità affidata alla mia cura abbia diritto a una riflessione capace di andare oltre lo sgomento delle prime ore, per nominare con verità ciò che è avvenuto in mezzo a noi e per indicare la strada che ci attende.

Il quindici agosto la Chiesa canta l’Assunzione di Maria al Cielo e proclama una verità che riguarda ogni donna della terra, ogni persona, poiché afferma che il corpo di una donna è stato accolto in cielo, glorificato, custodito per sempre dalla corruzione e collocato accanto a Dio come primizia di ciò che attende l’umanità intera. Nella stessa notte, dentro la mia diocesi, il corpo di una donna veniva percosso fino alla morte e abbandonato davanti all’ingresso di un ospedale, ridotto a oggetto da colpire e da ...

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