Esperimento sulla luce detto della doppia fenditura.

CONTAMINARE E PURIFICARE
L’ECCEDENZA DEL MISTERO

Paolo Cugini

Verrà un tempo, ed è già questo tempo, in cui le identità costruite come mura mostreranno le loro crepe. Verrà un tempo in cui ciò che è stato chiamato purezza apparirà per ciò che spesso è stato: paura del contatto, timore dell’alterità, difesa ansiosa di un confine. Allora si comprenderà che nessuna identità nasce innocente, perché ogni identità si edifica scegliendo, separando, nominando ciò che è dentro e ciò che resta fuori. Ogni appartenenza porta con sé una soglia; ogni “noi” custodisce, nel suo grembo, un “loro” escluso.

Non confondere il Mistero con una definizione Eppure, lo Spirito non abita soltanto nei recinti. Lo Spirito geme fuori dalle porte, attraversa i campi impuri, parla lingue non previste, si posa su corpi che la norma non aveva convocato. Là dove l’istituzione vede contaminazione, il Mistero può aprire rivelazione. Là dove la dottrina teme confusione, può germinare un senso nuovo. Perché la contaminazione non è necessariamente perdita: essa può essere visitazione, ferita feconda, sconfinamento capace di dischiudere all’identità la sua verità più profonda.

Guai a chi confonde il Mistero con la sua formula, la vita di Dio con la sua definizione, l’eco della Parola con il possesso della verità! Il dogma nasce come parola di custodia, come tentativo di dire, dentro la storia, ciò che supera la storia. Ma quando la custodia diventa controllo, quando la definizione pretende di chiudere ciò che è inesauribile, allora il dogma rischia di trasformarsi in argine contro la ...

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