REMIGRAZIONE:
UNA SOLUZIONE LIBERTICIDA

Franco Valenti

Il 4 luglio scorso, papa Leone XIV si è recato a Lampedusa per sollecitare la coscienza dell’Europa. Un appuntamento che riporta alla memoria quello avuto da papa Francesco nel luglio del 2013. Due papi che segnano fisicamente una scelta di campo: l’umanità perdente che viene riversata sull’isola diventa “icona” delle difficoltà, le sopraffazioni, e le sconfitte di una buona parte degli abitanti della terra.

Il viaggio “politico” dei papi a Lampedusa Queste “visite” non rappresentano solo una sollecitudine pastorale. peraltro presente in molti ambienti delle chiese cattoliche e cristiane, ma stanno a significare una scelta “politica” di riprovazione nei confronti della deriva anti-umanitaria a cui l’Europa si sta abbandonando. Un papa silenzioso e immobile, in preghiera nella porzione di tombe senza nome accolte nel cimitero dell’isola e un papa che, sempre silenzioso, attraversa la porta d’Europa dell’artista Mimmo Paladino sembra voler invocare suffragio e perdono per un’Europa senza più coscienza e orfana di umanità.

Le parole d’ordine che risuonano in molti paesi, infatti, sono impostate per colpevolizzare gli ultimi venuti ritenuti portatori indesiderati di tutti i problemi e le carenze di solidarietà civile che ormai segnano in negativo la vita di tutti i giorni di molti cittadini. Il consenso democratico sta scivolando lentamente verso nuove forme di autoritarismo per cui ci si appella al comandante di turno per organizzare la propria vita escludendone quella degli altri.

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