SPUNTI PER UNA TEOLOGIA
DAI MARGINI

Paolo Cugini

C’è una teologia che non cerca il palcoscenico, che non si affanna a ottenere riconoscimenti né si aggrappa al rigore dei grandi sistemi dottrinali. È la teologia marginale, quella che nasce nell’ombra, tra i sentieri polverosi della storia, dove la vita si misura con il peso dei giorni e il rumore sordo dei fallimenti quotidiani. Gli insegnamenti nascosti  C’è molto da imparare sotto i ponti, tra le mani tremanti di chi non ha trovato rifugio, tra i corpi stanchi che cercano riparo nel vento della notte. Ci sono insegnamenti nascosti nella fame che morde ogni alba, in quei volti che affrontano la giornata senza la certezza di un pasto. In questi luoghi, la presenza del Mistero si rivela possente, quasi a voler smentire la presunzione delle grandi cattedre. C’è qualcosa di prodigioso nella vita dei poveri, una sapienza che non nasce dai libri, ma dal contatto diretto con la sofferenza, la solidarietà e la resistenza quotidiana. Se davvero, come narra il Vangelo, Gesù si è voluto identificare con gli ultimi, è segno che il percorso autentico verso la conoscenza del Mistero passa proprio attraverso questa solidarietà con chi vive ai margini. Così, la teologia marginale, pur restando ai confini, custodisce un tesoro di verità troppo spesso ignorato. Essa ci ricorda che la vera conoscenza non si conquista dall’alto, ma si accoglie chinandosi, abbassandosi, condividendo il pane amaro dell’esistenza. In fondo, il Mistero abita dove il cuore si fa prossimo, dove l’uomo si fa fratello, la donna sorella, dove la povertà ...

Leggi tutto

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie tecnici da parte nostra. [ info ]

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi